Dario Bellini

tre pezzi facili uno comico
16 febbraio 2020

DARIO BELLINI
tre pezzi facili uno comico
domenica 16 febbraio ore 17
Dario Bellini, Tre pezzi facili uno comico
In scena: Breton
A seguito delle quattro sculture teatrali presentate dalla Galleria Milano (Il Kouros) nel 2014, (Conta il modo…) 2016, (i7s.avi) 2018, (Il pinguino) nel giugno scorso 2019, il nuovo progetto intitolato +Tre pezzi facili uno comico+ presenta contemporaneamente quattro nuove sculture teatrali di breve durata. Si rende visibile la dinamica di queste performance il cui proposito è di portare di fronte al pubblico il fitto scambio dialogico di personaggi immaginari. Dispute sui contenuti, sul senso dell’arte, della vita e della politica. Dialoghi sulla soglia nei termini descritti dal teorico Michail Bachtin in cui le istanze si propongono come “le parole per dirlo, per dirlo a quel modo, in un modo che conti, che conti dirlo a quel modo lì, ora, senza aspettare altro più.” Per questo che i personaggi delle sculture precedenti tornano come i protagonisti di una serie tv, come se avessero ancora qualcosa che deve essere detto: Marinetti, Breton, Il pinguino, Elio, Dario, Fausto Melotti, i warburghiani…
L’esecuzione delle quattro sculture teatrali comprende innanzitutto uno scambio che ha per titolo Il nastro, suddiviso in quattro parti intercalate da tre oggetti autonomi, il primo intitolato Indicare, uno intitolato Lo spazio e uno intitolato Le leve o la soglia, il tutto per una durata globale di 40 minuti circa.
Lo spazio pienamente illuminato è aperto e vuoto in modo da lasciare che le singole sculture si dispongano nell’ambiente, mentre l’azione inanella gli spettatori coinvolgendoli in una pantomima basata su un ricordo di Fausto Melotti. Il maestro dell’astrattismo italiano diceva in un’intervista degli anni 80 che la storia dell’arte in fondo potrebbe essere vista come una catena di individui della sua età (aveva circa 90 anni allora) messi uno accanto all’altro; circa venticinque vegliardi messi in fila indiana e fin laggiù in fondo dove stanno i greci, Fidia, per dire… “Distante? Vicino? Ognuno fa le sue infilate. Luciano Fabro faceva delle infilate così!”.