camera magica

a cura di In Fact And In Fiction
18 aprile 2019

CAMERA MAGICA
di Virginia Genta e Canedicoda
a cura di In Fact And In Fiction e Gloria Pasotti
inaugurazione giovedì 18 aprile ore 19
giovedì – sabato ore 15.30 -19.30
fino a sabato 4 maggio 2019
spazio contemporanea, corsetto sant’agata 22, brescia
Camera magica è il luogo d’incontro tra Virginia Genta e Canedicoda. Uno scambio immaginativo raccolto, intimo da osservare con calma. Un ambiente confortevole popolato da visioni ed elementi dinamici disseminati nello spazio.
Il mondo grafico apparentemente bidimensionale di Virginia Genta e quello tridimensionale di Canedicoda abiteranno dal 18 aprile al 4 maggio le ampie sale di Spazio Contemporanea.
Attraverso una relazione di sguardi posti in un dialogo frontale, gli universi dei due artisti andranno ad espandersi, permettendo ai visitatori di inoltrarsi nella superficie materiale che racchiude i loro immaginari, navigando da una dimensione all’altra.
Virginia Genta presenta il lavoro visivo che accompagna da anni il suo percorso musicale e Canedicoda realizza una nuova serie di Mochini site specific negli ambienti di Spazio Contemporanea.
Una selezione di grafiche, serigrafie, disegni, poster ed arazzi interagiscono con i Mochini, collage di legno e marmo in forma di sedute, sgabelli e panche da visione. Oggetti liberi gravitano nello spazio rivolgendo lo sguardo alle delicate e organiche raffigurazioni alle pareti. I disegni si manifestano e comunicano con le rappresentazioni plastiche e materiche creando un’analogia valida in entrambe le direzioni.
Le opere attraverso una lingua astratto/visiva sussurrano racconti cangianti. L’ambiente sembrerà riempirsi di suono, voce, vita in equilibrio metamorfico.
Le composizioni di Virginia Genta e Canedicoda guidano l’osservatore in una visione densa e rumorosa, un’immersione fantastica, cromatica ed infine sonora. I visitatori verranno invitati ad ascoltare le forme ed ad esplorare lo spazio entrando in sintonia/sinfonia di Camera magica.
Canedicoda (1979) è un designer che, prendendo spunto da una precisa e personale idea di disegno, spazia trasversalmente tra arte, musica, creazione di abiti ed ambienti. Il disegno, dunque, come matrice: come se potesse prendere piu’ forme, non solo sulla carta, ma concretizzarsi attraverso altri materiali ed incrocia- re altri utilizzi. Disegnare suoni, suonare ambienti, vestire spazi, indossare segni.
Il motore del lavoro plastico di Canedicoda è una volontà di manualità motivata dal desiderio profondo di realizzare, plasmare e saper costruire da sé. Una pratica che si nutre dell’intimità propria all’atto del “disegnare liberamente”, ricreato in modalità diverse ed allo stesso tempo tutelato nella sua purezza. Velati dietro una dimensione estetica non sempre rifinita, si muovono un’anima naturale e un tropismo verso l’essenza degli oggetti e la loro possibile unità. Ha collaborato con Museion, ViaFarini, M HKA, Fondazione Bonotto, Xing, Le Dictateur, C2C, Netmage Festival, Live Arts Week, Istituto Svizzero, Marselleria e svariate situazioni dai toni più o meno istituzionali.
Virginia Genta (1984) è un’artista visiva e musicista. Inizia un intenso percorso musicale a partire dal 2004 nell’ambiente sperimentale underground come sassofonista/polistrumentista. Insieme a David Vanzan, forma Jooklo Duo. Regolarmente collaborano con altri musicisti evolvendosi in nuove forme come Neokarma Jooklo Trio, Golden Jooklo Age, Jooklo Finnish Quartet, New Jooklo Age. Gli innumerevoli progetti la portano a viaggiare instancabilmente in Europa, Stati Uniti, Canada e più recentemente in Asia. Tra le collaborazioni: Mette Rasmussen, Thurston Moore, Brandon Lopez, Riccardo Sinigaglia, Francesco Cavaliere, Chris Corsano. Parallelamente sviluppa una sua ricerca sull’immagine, focalizzandosi su grafiche ed artwork finalizzati all’ambito musicale con uno spiccato interesse verso la creazione manuale di caratteri tipografici. Il disegno è una costante, la sua pratica artistica diventa elemento vitale, paesaggio domestico: creature e uni- versi fantastici prendono forma, suoni ipnotici e misteriosi si trasformano in visioni ed immagini. E’ un disegno basato sulle potenzialità infinite della linea e del punto, di preferenza scarno dal punto di vista cromatico, profondamente bidimensionale e in qualche modo affine all’approccio grafico asiatico, che aspira alla perfezione nella spontaneità gestuale.
Durante il periodo della mostra In Fact and In Fiction e i due artisti cureranno un programma d’incontri ed appuntamenti:
* 18 aprile ore 19:00 inaugurazione con performance musicale di Virginia Genta, Canedicoda e ritmi nascosti di David Vanzan + live radio a cura di Francesco Fonassi.
è possibile ascoltare a questo link Camera Magica – David Vanzan la registrazione del dj set di David Vanzan durante l’opening di Camera Magica
* 4 maggio ore 15:00 laboratorio didattico di hand-lettering, creazione manuale di font, condotto da Virginia Genta
* 4 maggio ore 19:00 finissage con performance di Roberta Mosca
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Camera magica closing performance with Roberta Mosca.
sabato 4 maggio 2019 ore 19:30
Spazio Contemporanea – Corsetto Sant’Agata, 22 – 25122 Brescia
Dalla forma piana del segno di Virginia Genta, alla plasticità delle sedute scultoree di Canedicoda, all’interpretazione performativa del movimento di Roberta Mosca.
Si apre il dialogo ad un terzo elemento che ci accompagna alla chiusura di Camera magica.
La diffusione sonora di una traccia audio registrata appositamente per l’occasione da Ottaven e Virginia Genta guiderà la danzatrice verso un’esplorazione degli ambienti e degli elementi diffusi nelle sale di spazio contemporanea.
Condividere un momento di osservazione dinamica del paesaggio immaginifico di Camera magica.
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Roberta Mosca, coreografa, danzatrice e performer, ha una formazione di danza fondamentalmente classica. Ha lavorato in varie compagnie in Italia e all’ estero , dal 2000 è stata interprete e coreografa del Ballet Frankfurt e della The Forsythe Company. Ha inoltre collaborato recentemente con vari artisti e formazioni di danza tra cui MAMAZA, MK, espz, KLM, Laurent Chétouane, Chris Newman, Yannis Mandafounis, Fabrice Mazliah, Martin Schick, Canedicoda. E’ co-fondatrice di HOOD, collettivo formato da artisti che hanno lavorato insieme per molti anni nella The Forsythe Company, che esplora nuovi modelli per instillare l’arte nella società. Dal 2003 ha curato tra le montagne di Biella in Valle Cervo, insieme a Cora Bos Kroese, Biarteca festival interdisciplinare. Nel 2015, sempre in Valle Cervo, ha aperto lo spazio indipendente AUTOBAHN – WILLIAM WILLHELM CAFFEE – DALLAS. Il suo lavoro è stato presentato, tra gli altri, al Theatre de la Bastille Paris, HAU Berlin, Acker stadt palast Berlin, Tanzhaus Düsseldorf, Biennale Venezia, ADC Ginevra, Kampnagel Hamburg, Live Arts Week Bologna, UOVO Performing Art Festival Milano, Crisalide Forlì, Kaserne Basel, De Singel Antwerpen, Schauspielhaus Stuttgart, Kyoto University Art and Design, PACT Zollverein.
L’idea delle curatrici Valentina Lucchetti, Gloria Pasotti e Irene Bianchetti è quella di concedere un inedito luogo d’incontro tra i due artisti, in un dialogo serrato che farà emergere le loro differenze poetiche, ma attraverso una reciproca espansione dinamica. Pensiamo dunque alla creazione di un concreto “immaginario” fantastico, all’ambiguità surreale di una progettazione d’ambiente a differenti gradi di significazione; un equilibrio sottile tra un apparente mondo bi-dimensionale grafico e tridimensionalità plastica con intriganti elementi dislocati nello spazio. Le due sensibilità convergeranno perciò in un medesimo paradigma d’azione sinestetico, una fluidità di percorso che aprirà irrimediabilmente alla dimensione della sorpresa, pullulante di apparizioni e visioni e colma di pura flessibilità e trasformabilità tattile degli oggetti. Ai visitatori sarà permesso di inoltrarsi nella superficie materiale che racchiude i loro immaginari, navigando da una dimensione all’altra. L’ambiente sembrerà riempirsi di suono, voce, vita in equilibrio metamorfico, guidando l’osservatore in una visione densa e rumorosa, un’immersione fantastica, cromatica ed infine sonora.
Andrea Folkbottom, The NewNoise
Virginia affianca da sempre la sua vocazione sonora freak-radicale a un’intensa e personalissima ricerca sull’immagine, focalizzata su grafiche ed artwork d’ambito musicale con un incredibile talento nella creazione manuale di caratteri tipografici. Credo sia impossibile scindere la miscela imprevedibile delle vibrazioni e frequenze del suono dei suoi sax, flauti e tastiere con le forme colorate e organiche dei suoi disegni, delle grafiche, delle serigrafie, dei poster. Questa febbrile creatività iconografica non può neanche vivere senza quell’indissolubile rapporto con il viaggio, quella continua vita on the road sui palchi di mezzo mondo, che sembra fare della poliedrica esperienza Jooklo Duo l’emblema di una vera e propria “missione psichedelica”. I disegni di Virginia, gli universi del suo inconscio, nascono perciò dalle intuizioni e allucinazioni di momenti vagabondi, fissati in un personale taccuino con un rigoroso e meticoloso gioco di punti, linee e la proliferazione di figure in forme d’ameba. I suoi lettering biomorfi pulsanti d’energia, e al limite della leggibilità, i suoi mondi alchemici abitati da forme e microrganismi in continua mutazione e dissoluzione liquida, ci ricordano, più che artisti a lei contemporanei, visionari dell’epoca d’oro della grafica psichedelica londinese degli anni Sessanta come Martin Sharp e Mike McInnerney, quando davvero il poster era un ideale canale di espressione, una piattaforma sperimentale per uno sfogo creativo sempre nuovo e folgorante.
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Conseguenza forse di un approccio più meditato, ma non privo di notevoli eccentricità e stranezze, gli esiti plastico-figurativi di Canedicoda si fanno apprezzare invece per la loro misurata semplicità. Analogamente a Virginia, egli vede nel disegno lo strumento principe per le sue creazioni artistiche. Tuttavia, è una più profonda necessità d’intervento multidisciplinare a definire la sua ragion d’essere, che lo porta a misurarsi con svariati materiali. Che sia un tessuto, una grafica, un oggetto di design, o una creazione d’ambiente, è sempre lo sguardo sintetico del disegno a concretizzare i suoi desideri e idee. La sua è anche un’avventura che parte da oggetti e materiali di recupero, plasmati però con visione assolutamente diversa e coordinati da un puro e solido senso della manualità. Lo stesso discorso vale per le sue esplorazioni sonore, specialmente quelle con i progetti Ottaven e Magic Towers, o la collaborazione con Maurizio Abate a nome Arbre Du Ténéré. Per l’occasione Giovanni ha concepito una serie nuova di Mochini, da intendersi come collage di legno e marmo in forme di sedute, sgabelli e panche di visione. Secondo una propria idea di forme ed estetica, nonché di equilibri statici, questi oggetti graviteranno liberi nello spazio, conservando un qualcosa di vagamente patafisico, finendo per trascendere il loro mero aspetto funzionale.
Andrea Folkbottom, The NewNoise

In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo ancora acquistabile presso spazio contemporanea.
silver cover and yellow pages
20 pages, 14 x 20 cm
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