Arte e Luogo

A cura di Salvatore Falci, Armida Gandini, Giovanni Mantovani, Piero Cavellini
19 Febbraio 2011

ARTE E LUOGO
A cura di: Salvatore Falci, Armida Gandini, Giovanni Mantovani, Piero Cavellini
Date: 19 Febbraio 2011
Dove: Spazio Contemporanea, Corsetto Sant’Agata 22, Brescia (I)

Alla presente messa in scena di Arte e Luogo hanno partecipato: Salvatore Falci, Armida Gandini, Giovanni Mantovani, Piero Cavellini ed i giovani autori camerunensi (IFA MBalmayo, Università di Yaoundé).

Un giorno di qualche anno fa Salvatore Falci, che oltre ad essere un artista con la vocazione di relazionarsi al mondo è un uomo curioso e per molti aspetti avventuroso, arrivò in Camerun in un villaggio non molto distante dalla Capitale dove è insediata una Missione che si occupa di educazione in senso lato.
Fin qua nulla di diverso da quanto aveva già messo in cantiere in altre parti del mondo in cui per caso, per richiesta o per passione era capitato durante le peregrinazioni a cui si era dedicato negli anni della sua curiosità: Argentina, Australia….

Ma l’Africa era un “oggetto” talmente misterioso da fornirgli un cortocircuito esistenziale che pretendeva ben altre attenzioni ed approfondimenti di quanto non fosse accaduto altrove.
Là il luogo era veramente altro da esigere sentimenti e sensazioni che solo la condizione dell’arte può produrre in modo così totalizzante.
Arte e Luogo nasce in quel contesto e con quelle ambizioni, non del semplice viaggiatore od esploratore, ma dell’artista attivo nella retorica e nella maieutica com’è lui.
Così pensò di dar voce alle sue esigenze ed a quelle di alcuni giovani del luogo ansiosi di confrontarsi con l’arte al di fuori di un contesto ancestrale, fondando una sorta di scuola che appare subito come non assuma la condizione di Istituto ma bensì di libera relazione.

Ora le cose sembrano quasi essere scappate di mano al semplice esercizio di un magistero che va considerato alto proprio perché proviene dal basso come esigenza primaria dell’artista. Di questo i partecipanti, intendendone l’intensità, ne hanno sentito il valore utile a loro ed alle esigenze espressive che portano dentro.
Che Arte e Luogo termini ora lo diranno gli eventi futuri, che necessiti di un’emancipazione può essere un’esigenza data dalla natura dell’oggi che non è disposta a progredire senza il fasto delle istituzioni.

Un giorno di qualche anno fa Salvatore Falci, che oltre ad essere un artista con la vocazione di relazionarsi al mondo è un uomo curioso e per molti aspetti avventuroso, arrivò in Camerun in un villaggio non molto distante dalla Capitale dove è insediata una Missione che si occupa di educazione in senso lato.
Fin qua nulla di diverso da quanto aveva già messo in cantiere in altre parti del mondo in cui per caso, per richiesta o per passione era capitato durante le peregrinazioni a cui si era dedicato negli anni della sua curiosità: Argentina, Australia….

Ma l’Africa era un “oggetto” talmente misterioso da fornirgli un cortocircuito esistenziale che pretendeva ben altre attenzioni ed approfondimenti di quanto non fosse accaduto altrove.
Là il luogo era veramente altro da esigere sentimenti e sensazioni che solo la condizione dell’arte può produrre in modo così totalizzante.
Arte e Luogo nasce in quel contesto e con quelle ambizioni, non del semplice viaggiatore od esploratore, ma dell’artista attivo nella retorica e nella maieutica com’è lui.
Così pensò di dar voce alle sue esigenze ed a quelle di alcuni giovani del luogo ansiosi di confrontarsi con l’arte al di fuori di un contesto ancestrale, fondando una sorta di scuola che appare subito come non assuma la condizione di Istituto ma bensì di libera relazione.

Ora le cose sembrano quasi essere scappate di mano al semplice esercizio di un magistero che va considerato alto proprio perché proviene dal basso come esigenza primaria dell’artista. Di questo i partecipanti, intendendone l’intensità, ne hanno sentito il valore utile a loro ed alle esigenze espressive che portano dentro.
Che Arte e Luogo termini ora lo diranno gli eventi futuri, che necessiti di un’emancipazione può essere un’esigenza data dalla natura dell’oggi che non è disposta a progredire senza il fasto delle istituzioni.

Arte e Luogo, viste della mostra.