1921-2021. Omaggio a Joseph Beuys

a cura di Renato Corsini e Albano Morandi
16 giugno 2021

1921-2021
Omaggio a Joseph Beuys
a cura di Renato Corsini e Albano Morandi
dal 16 giugno al 31 luglio 2021
giovedì venerdì sabato domenica ore 15.00-19.00
Albano Morandi, B&B, 1949 / 2021
Venerdì 6 giugno 1980, a Dusserdolf, nella casa-studio di Joseph Beuys, ebbe luogo la storica intervista che il critico d’arte di fama internazionale Pierre Restany fece all’artista.
Due ore di colloquio che ebbero il merito di approfondire le tematiche e la visione dell’arte contemporanea da parte di Joseph Beuys.
All’evento, unico fotografo ammesso, partecipò Renato Corsini che con oltre 200 immagini documentò le fasi del dibattito.
Ritratti, sequenze fotografiche e scatti d’ambientazione che costituiscono oggi una mostra dal grande valore iconografico e culturale.
Nel centenario della sua nascita (Beuys nasce nel 1921) Brescia rende omaggio all’artista con l’esposizione, in anteprima assoluta, della mostra di Renato Corsini, cinque opere originali della collezione dei Campiani e gli interventi creativi di Albano Morandi, da sempre attento e vicino ai contenuti beuysiani.
Il 12 maggio, (giorno di nascita di Beuys) in continuità e ideale prolungamento delle sue perfomances, verranno piantumate nel centro storico di Brescia due querce, destinate a diventare testimonianza simbolica del suo impegno ecologista con al centro il rapporto uomo-natura. 
Gianfranco Gorgoni, fotografie vintage di performance di Beuys.
Collezione dei Campiani
Albano Morandi, La Rosa della democrazia diretta, 2021
Renato Corsini, fotografia di Beuys nella sua casa-studio a Dusseldorf, 1980
La documentazione dell’intervista a Joseph Beuys sembra andare di pari passo con “il pensiero ideologico dell’artista che «Non fotografa, ma si lascia fotografare in posa, per restituire un’immagine di propaganda delle sue idee». Il dibattito, durato ben due ore, consentì a Restany di pubblicare un’intervista che ha avuto il merito di approfondire le tematiche e la visione dell’arte contemporanea secondo Beuys, svelandone la personalità poliedrica e carismatica, a metà tra l’intellettuale e lo “sciamano”, immagine enigmatica a cui l’artista è sempre rimasto saldamente legato e che coincide con il suo concetto di creatività e rinascita.
L’arte di Beuys si esprime attraverso una pratica sperimentale, liberamente svolta fra scultura, installazione e azione, come spiega lui stesso durante l’incontro tenuto con Restany, che domanda: «Tu ti vedi come un artista che critica il sistema?». E Beuys prontamente risponde: «No, il mio ruolo non è quello di criticare, il mio ruolo è quello di fornire esempi. Perché alla maggior parte degli artisti non interessa la lotta. Io cerco di arrivare a un altro tipo di comprensione dell’arte che è collegata al luogo di lavoro di tutti, ai problemi di tutti. Non è una teoria sviluppata negli ambienti degli artisti, nel mondo dell’arte tra i critici o nelle gallerie che si occupano solo di una sorta di trasferimento, di processo di mercato. Io noto che non c’è un reale sviluppo organico dell’arte nella nostra società e ciò sarà così affinché arte e artisti non svilupperanno una teoria che possa descrivere una società futura al di là dei sistemi. Fino ad allora non ci sarà possibilità di discutere in modo interessante il ruolo dell’arte o della struttura dell’arte nella società».
L’artista conclude questa digressione, fornendo un’ulteriore chiave di lettura, di tipo sociale, strettamente legata al suo pensiero anticonformista e a favore di una libertà ideativa ed espressiva che permetta di giungere a un possibile «Modello europeo che faccia esplodere il sistema attuale».”
Alice Falsaperla
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Joseph Beuys,1980,Dusseldorf
r.corsini4 70 x 100 1980.sito
Joseph Beuys,1980.sito
r.corsini5 70 x 100 1980.sito